Il Museo civico Etnografico “Giovanni Podenzana” della Spezia rappresenta una delle sezioni storiche più antiche del Museo civico della Spezia, istituito nel 1873. La prima sede museale era situata al pianterreno del vecchio Teatro civico, dove erano esposti principalmente reperti naturalistici come conchiglie, pesci, zoofiti e crostacei, ai quali si aggiunsero successivamente importanti ritrovamenti archeologici emersi durante la costruzione del Regio Arsenale.
Il regolamento del 1887 definiva la missione del Museo nella raccolta, conservazione e valorizzazione di materiali naturalistici, archeologici e delle memorie storiche della Città della Spezia. Nel 1875 il Museo fu trasferito nei locali dell’Ufficio d’Arte in corso Cavour e negli anni successivi conobbe un significativo sviluppo organizzativo e scientifico.
Figura centrale nella storia del Museo Etnografico della Spezia fu Giovanni Podenzana (1863-1943), inizialmente preparatore tassidermista, poi conservatore e infine direttore tecnico delle collezioni di storia naturale. Parallelamente, la direzione generale fu affidata a Davide Carazzi, fisiologo e naturalista, che promosse il trasferimento del museo in una sede più adeguata presso le scuole di via don Minzoni. Successivamente, sotto la guida di Ubaldo Mazzini, l’istituzione acquisì prestigio a livello nazionale.
Proprio in questo periodo nacque la raccolta etnografica Podenzana, costituita da materiali provenienti dall’Italia e da contesti internazionali come Oceania, Asia e America, arricchita nel tempo da numerose donazioni private che hanno ampliato il patrimonio museale.
Nel 1905 il museo fu trasferito nella Palazzina Crozza in corso Cavour, dove rimase fino agli anni Trenta. Prima della seconda guerra mondiale venne aperta una nuova sede nell’ex convento delle Clarisse, distrutto dai bombardamenti del 1943. Nel dopoguerra le collezioni tornarono nella Palazzina Crozza e nel 1975 furono spostate nei locali di via Curtatone 9.
Tra gli anni Novanta e i primi Duemila, grazie al progetto di riqualificazione museale diretto da Marzia Ratti, parte delle collezioni storiche fu redistribuita tra il Museo Archeologico del Castello di San Giorgio e l’attuale sede del Museo Etnografico presso l’ex oratorio di San Bernardino, consolidando il ruolo del Museo come punto di riferimento per la valorizzazione delle tradizioni e della cultura materiale e immateriale del territorio spezzino.