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Divertiamoci Imparando Nei Musei e Nelle Biblioteche

“Divertiamoci imparando” è una rassegna di laboratori creativi, letture animate, visite guidate e attività artistiche dedicate a bambini e famiglie nei musei e nelle biblioteche della Spezia, tra arte, storia, fantasia e divertimento.
Febbraio - Maggio 2026

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La Devozione In Liguria e Alla Spezia

Il Museo Civico Etnografico “Giovanni Podenzana” di La Spezia promuove un ciclo di incontri dedicato alla devozione religiosa in Liguria e nel territorio spezzino.
16 Gennaio - 11 Dicembre 2026

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La Storia

Il Museo civico Etnografico “Giovanni Podenzana” della Spezia rappresenta una delle sezioni storiche più antiche del Museo civico della Spezia, istituito nel 1873. La prima sede museale era situata al pianterreno del vecchio Teatro civico, dove erano esposti principalmente reperti naturalistici come conchiglie, pesci, zoofiti e crostacei, ai quali si aggiunsero successivamente importanti ritrovamenti archeologici emersi durante la costruzione del Regio Arsenale.

Il regolamento del 1887 definiva la missione del Museo nella raccolta, conservazione e valorizzazione di materiali naturalistici, archeologici e delle memorie storiche della Città della Spezia. Nel 1875 il Museo fu trasferito nei locali dell’Ufficio d’Arte in corso Cavour e negli anni successivi conobbe un significativo sviluppo organizzativo e scientifico.

Figura centrale nella storia del Museo Etnografico della Spezia fu Giovanni Podenzana (1863-1943), inizialmente preparatore tassidermista, poi conservatore e infine direttore tecnico delle collezioni di storia naturale. Parallelamente, la direzione generale fu affidata a Davide Carazzi, fisiologo e naturalista, che promosse il trasferimento del museo in una sede più adeguata presso le scuole di via don Minzoni. Successivamente, sotto la guida di Ubaldo Mazzini, l’istituzione acquisì prestigio a livello nazionale.

Proprio in questo periodo nacque la raccolta etnografica Podenzana, costituita da materiali provenienti dall’Italia e da contesti internazionali come Oceania, Asia e America, arricchita nel tempo da numerose donazioni private che hanno ampliato il patrimonio museale.

Nel 1905 il museo fu trasferito nella Palazzina Crozza in corso Cavour, dove rimase fino agli anni Trenta. Prima della seconda guerra mondiale venne aperta una nuova sede nell’ex convento delle Clarisse, distrutto dai bombardamenti del 1943. Nel dopoguerra le collezioni tornarono nella Palazzina Crozza e nel 1975 furono spostate nei locali di via Curtatone 9.

Tra gli anni Novanta e i primi Duemila, grazie al progetto di riqualificazione museale diretto da Marzia Ratti, parte delle collezioni storiche fu redistribuita tra il Museo Archeologico del Castello di San Giorgio e l’attuale sede del Museo Etnografico presso l’ex oratorio di San Bernardino, consolidando il ruolo del Museo come punto di riferimento per la valorizzazione delle tradizioni e della cultura materiale e immateriale del territorio spezzino.

l'edificio

Nel cuore del centro storico della Spezia, lungo l’attuale via del Prione e ai piedi della collina del Poggio, si trovava l’antica Porta di Genova, apertura nelle mura del XIV secolo dalla quale partiva la strada verso l’alta Val di Vara e Genova. Nei pressi di questo importante accesso urbano, nel 1445 venne edificato l’oratorio di San Bernardino da Siena, oggi sede del Museo Etnografico della Spezia.

Dopo il 1812 l’oratorio cessò la funzione religiosa e, a partire dal 1864, l’edificio fu progressivamente adattato a nuove destinazioni civiche, diventando sede delle sedute pubbliche del Consiglio Comunale e, dal 1889, della Pubblica Assistenza. Gli interventi ottocenteschi, realizzati tra il 1806 e il 1819, comportarono la trasformazione dell’area antistante attraverso la chiusura dell’originaria piazzetta tra l’oratorio e la Porta di Genova e la costruzione di un nuovo blocco di locali con facciata e ingresso principale su via del Prione.

Superata questa aggiunta architettonica, il visitatore accede alla struttura originaria della chiesa di San Bernardino, caratterizzata da un ambiente con volta a botte e otto ampie lunette convergenti al colmo. Sul fondo, in posizione rialzata e collegati da una scala, si trovano due piccoli locali probabilmente destinati a coro. I piani superiori dell’edificio presentano invece minori riferimenti storici, a causa delle numerose modifiche che nel tempo ne hanno alterato l’assetto originario.

Il complesso è stato oggetto di un importante intervento di recupero concluso nel 2000, finalizzato alla creazione della sede museale del Museo Etnografico presso l’ex oratorio di San Bernardino. Il restauro ha previsto la demolizione delle tramezzature non originali e l’inserimento di nuovi elementi funzionali, tra cui un impianto ascensore e due corpi scala: il primo in sostituzione della scala ottocentesca su via del Prione, con conservazione della rampa iniziale, e il secondo nella zona soprastante l’antico coro verso via XX Settembre.

Foto Gallery

Scopri la foto gallery del Museo Etnografico della Spezia, un percorso visivo tra oggetti, tradizioni e testimonianze della cultura materiale locale e internazionale.
Le immagini raccontano mestieri, rituali e vita quotidiana, offrendo uno sguardo autentico sulle collezioni custodite nell’ex Oratorio di San Bernardino, nel cuore del centro storico spezzino.

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MUSEO CIVICO ETNOGRAFICO
GIOVANNI PODENZANA

Via del Prione, 156 – 19121 La Spezia (SP)
Tel: +39 0187 727781
Email: museo.etnografico@comune.sp.it
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